収用の悲鳴と政治的判断についての話。しかし事実は、単純な明確かつ証明書です:ベルルスコーニは、外国の口座のお金で裁判官に賄賂セグラーテの出版社を取った。それ以外はびびりです。
マルコTravaglio
と"非常に支配モンダドーリ政治的ケースを行商複雑。ミラノの控訴院をFininvest〜560万ドルの主張の基礎となる事実のすべては20年以上前ですので。騎士団は、政治に入ったので、長い前:1988年と1991年の間に。
それはすべてのシルヴィオベルルスコーニ、出版グループの小株主が、登るしようと、1988年に始まった。過半数株式CIRを制御するカルロデベネデッティは、、攻撃に抵抗し、遅くとも1991年1月30日よりその株式を購入しないために相続人Formenton -モンダドーリに準拠しています。しかし、その後、彼らは馬を変更し、ナイトと1989年11月に提携。グループの社長になる、1990年1月25日、三テレビのと"ジャーナル"モンタネッリも"共和国"、"パノラマ"、"L'エスプレッソ"、"エポック"とダース地元の新聞にまで追加Finegilブランチの書籍に加えて。グループの制御を主張するエンジニアとナイトの両方:"セグラーテの戦争"としては、最高裁によってデベネデッティによって、そしてFormentonによって選ばれた三名の仲裁のパネルに委ねられています。
これらの、1990年6月20日には、CIRをvindicates賞を堆積:モンダドーリはエンジニアであり、騎士は、大統領debenedettianiマネージャを残しておく必要があります。しかし、ベルルスコーニとFormentonは、チェーザレPrevitiの既知の砦を放棄し、ローマの魅力の民事裁判所の前に賞に挑戦しない。
場合は、アルナルドヴァレンテ(ステファニアアリオストに従って、Previtiが家を頻繁になる、)主宰、民事部で終わります。と、判事-ラポーターと文の起草者として、ヴィットリオメッタ、あまりにも親密なPrevitiを任命される。クローズされたセッションは、1991年1月14日終了:長期Formentonベルルスコーニの終わりに二週間行方不明。賞が取り消されると、モンダドーリベルルスコーニが記事を読みに戻っている:10日後、24日、判決が公開される入れます。しかし、それは公然の秘密です:月の前にブルーノパッツィ、Consobアンドレオッティの会長は、エンジニア、ヴィットリオリッパディメアナの事務所に進出していた。デベネデッティは、ミラノの裁判で証言する:"それは、文が弁護士のアカンポーラでタイプすると、コスト100億ドルを持っていたと噂されて...それは私が初めてチェーザレPrevitiの名前を聞いたことしていた、誰かの近くにベルルスコーニと悪名高いローマの裁判所で紹介。"
しかしながら、この時点では、政治が介入した。ベルルスコーニのメディアの圧倒的なパワーで懸念して、クラクシとジュリオアンドレオッティのデュエリストは、彼の忠実なヨセフCiarrapicoする前にトランザクションを必要とします。結果:"パノラマ"、"エポック"とモンダドーリの残りの部分はFininvestままゲームを閉じるには、ナイトが、"共和国"、"L'エスプレッソ"と新聞Finegil CIRを返す必要があります。
これまでのところ、Segrateの戦争の公共の歴史。しかし、"舞台裏"もあり、アリオストの啓示から生まれた銀行の調査の間、ミラノの検察当局によって発見。アッティリオパシフィコ横浜とジョバンニアカンポーラ:賞を取消判決後の月は、運動でFininvest Previtiとオカルトグループの2つの他の弁護士のものにスイスの銀行口座からのお金の洪水を設定されています。 1991年2月14日にすべてのイベリア(Fininvestの部門で隠されたオフショア企業は)スイスの銀行口座"メルシエ"Previtiで2732868ドル(3億ポンド)清掃してください。したがって、2月26日は、半分の量(1億円、半分は)アカンポーラによってアカウント"Careliza貿易"に排出される。誰が、10月1日、太平洋のアカウント"ラッピング"の2つのトランシュ(11〜16月)にそれらを迂回さPreviti、に4.25億をオンにします。これらの、15と17の10月には、現金で400万ドルを描画し、イタリアの神秘的な送信先に配信されています。起訴、裁判官メッタによると。以下ヶ月で、多くは購入し、リフォーム彼女の娘のサブリナのためのアパートをし、新しいBMWを買うために現金を費やしている、。その後、代わりに要求することによって、保存されて弁護士になったと、サブリナと一緒に、様々なPreviti.Dopo不安定な判断を研究する仕事に行った、2007年に最高裁がメッタ、Previti、パシフィコ横浜とアカンポーラ司法の腐敗(ベルルスコーニを非難、治安判事をしましょう、)酌量すべき事情の付与寛大で略さ。ミラノの裁判で、実際には、被告は、お金の周りに巻き、巨大を正当化するために必死の試みで嘘をたくさん教えてください。 Previtiは"通常料金"と話すが、今回はそれは説明する専門の割り当てを果たしていないように見えます。シリンダーは、神秘的な遺産を引っ張るだけでなく、彼の場合にはアカウントと日付は、最大追加しない入れます。
元裁判官は、彼が唯一Previti '94を知っていたと付け加えたが、検察官は、すでに1992年から1993年にある2台の電話そのプリントアウトを発見した。我慢の限界を超えるものは、問題文の信じられないほどのタイミングです:ローマの控訴院のレジスタが結局入れて堆積し、抗賞の動機(168ページ)1991年1月15日:後のちょうど日クローズドセッション。はるかに短い文章のために、二、三ヶ月の時間を採用することが知られていた、彼。それは、プロセスが"コピーをemergeができるように、"制度的環境のうち、"評決が最初に書き込まれたことをクリアし、そしてまた他の場所で最後の文の状態でそれがあったこと、"未知の原稿関係のない第三者が"と"オリジナルとは異なる。"
裁判官は、犯罪者に対する懲役刑に加えて、また"失われた利益"と"実際の被害"モンダドーリの盗難のために民事裁判所にFininvest CIRで補償を受ける権利を確立する。また、最高裁は、ベルルスコーニのための要件を留意しながら、それは彼を入れに正接の主だったという"合理的"と"論理的"と言うので:"給料が壊れている裁判官の利益のためにと堕落させる人を代表している" 。それは彼が持っている評議会の現在の社長です"の文が商業化の対象となっていたという完全な知識を。"
ほかに、セグラーテの戦争"のエピソードは犯罪の中で行われた"、"よく知られていると影響力のあるメディアの制御のために戦った。"通常のエンドユーザー。
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lunedì 18 luglio 2011
"Lodoモンダドーリ"実話
Lodo Mondadori: la storia vera
Strillano all'esproprio e parlano di sentenza politica. Ma i fatti sono lineari, chiari e certificati: Berlusconi si prese la casa editrice di Segrate corrompendo un giudice con i soldi di un conto estero. Tutto il resto è chiacchiera
di Marco Travaglio
E' piuttosto complicato spacciare la sentenza Mondadori per un caso politico. Perché tutti i fatti alla base del risarcimento di 560 milioni inflitto alla Fininvest dalla Corte d'appello di Milano risalgono a oltre vent'anni fa. Dunque ben prima che il Cavaliere entrasse in politica: tra il 1988 e il 1991.
Tutto comincia nel 1988, quando Silvio Berlusconi, piccolo azionista del gruppo editoriale, ne tenta la scalata. Carlo De Benedetti, che con la Cir controlla il pacchetto di maggioranza, resiste all'assalto e si accorda con gli eredi Mondadori-Formenton per acquistare il loro pacchetto azionario entro il 30 gennaio 1991. Poi però questi cambiano cavallo e nel novembre 1989 si alleano col Cavaliere. Il quale, il 25 gennaio 1990, diventa presidente del gruppo, assommando alle sue tre tv e al "Giornale" di Montanelli anche "Repubblica", "Panorama", "L'Espresso", "Epoca" e una dozzina di giornali locali Finegil, oltre al ramo libri. Sia l'Ingegnere sia il Cavaliere rivendicano il controllo del gruppo: così la "guerra di Segrate" viene affidata a un collegio di tre arbitri, scelti da De Benedetti, dai Formenton e dalla Cassazione.
Questi, il 20 giugno 1990, depositano il lodo che dà ragione alla Cir: la Mondadori è dell'Ingegnere e il Cavaliere deve lasciare la presidenza ai manager debenedettiani. Ma Berlusconi e i Formenton non si danno per vinti e impugnano il lodo davanti alla Corte d'appello civile di Roma, noto feudo di Cesare Previti.
La causa finisce alla I sezione civile, presieduta da Arnaldo Valente (che, secondo Stefania Ariosto, frequentava casa Previti). E, come giudice relatore ed estensore della sentenza, viene designato Vittorio Metta, anche lui intimo di Previti. La camera di consiglio si chiude il 14 gennaio 1991: mancano due settimane allo scadere del patto Berlusconi-Formenton. Dieci giorni dopo, il 24, la sentenza Metta viene resa pubblica: il Lodo è annullato, la Mondadori torna per sempre a Berlusconi. Ma è un segreto di Pulcinella: già un mese prima Bruno Pazzi, presidente andreottiano della Consob, l'aveva anticipata al legale dell'Ingegnere, Vittorio Ripa di Meana. Lo testimonierà De Benedetti al processo di Milano: "Correva voce che la sentenza era stata scritta a macchina nello studio dell'avvocato Acampora ed era costata 10 miliardi... Fu allora che sentii per la prima volta il nome di Previti, come persona vicina a Berlusconi e notoriamente molto introdotta negli uffici giudiziari romani".
A quel punto, però, interviene la politica. Preoccupato dallo strapotere mediatico di Berlusconi, dunque di Craxi, Giulio Andreotti impone ai duellanti una transazione dinanzi al suo fedelissimo Giuseppe Ciarrapico. Risultato: per chiudere la partita, il Cavaliere deve restituire "Repubblica", "l'Espresso" e i giornali Finegil alla Cir, mentre "Panorama", "Epoca" e il resto di Mondadori rimangono Fininvest.
Fin qui la storia pubblica della guerra di Segrate. Ma c'è anche un "dietro le quinte", scoperto dalla Procura di Milano durante le indagini bancarie nate dalle rivelazioni della Ariosto. Un mese dopo la sentenza che annulla il lodo, si mette in moto un fiume di denaro dai conti svizzeri della Fininvest a quelli di Previti e di altri due avvocati occulti del gruppo: Attilio Pacifico e Giovanni Acampora. Il 14 febbraio 1991 All Iberian (società offshore del comparto occulto della Fininvest) bonifica 2.732.868 dollari (3 miliardi di lire) sul conto svizzero "Mercier" di Previti. Di qui, il 26 febbraio, metà della somma (1 miliardo e mezzo) viene bonificata al conto "Careliza Trade" di Acampora. Il quale, il 1 ottobre, rigira 425 milioni a Previti, che li dirotta in due tranche (11 e 16 ottobre) sul conto "Pavoncella" di Pacifico. Questi, il 15 e 17 ottobre, preleva 400 milioni in contanti e li fa recapitare in Italia a un misterioso destinatario: secondo l'accusa, è il giudice Metta. Il quale, nei mesi successivi, spende altrettanti contanti per acquistare e ristrutturare un appartamento per la figlia Sabrina e comprare una Bmw nuova. Poi lascia la magistratura, diventa avvocato e, insieme a Sabrina, va a lavorare allo studio Previti.Dopo varie sentenze altalenanti, nel 2007 la Cassazione condannerà Metta, Previti, Pacifico e Acampora per corruzione giudiziaria (Berlusconi invece s'è salvato grazie alla prescrizione, abbreviata dalla generosa concessione delle attenuanti generiche). Al processo di Milano, infatti, gli imputati raccontano un sacco di bugie, nel disperato tentativo di giustificare quell'enorme e tortuoso giro di denaro. Previti parla di "normali parcelle", ma in quel periodo non risulta aver svolto incarichi professionali che le spieghino. Metta estrae dal cilindro una fantomatica eredità, ma anche nel suo caso i conti e le date non tornano.
L'ex giudice aggiunge di aver conosciuto Previti solo nel '94, ma la Procura scopre dai tabulati che i due si telefonavano già nel 1992-93. La goccia che fa traboccare il vaso è l'incredibile tempistica della sentenza incriminata: dai registri della Corte d'appello di Roma si scopre che Metta depositò la motivazione dell'anti-lodo (168 pagine) il 15 gennaio 1991: appena un giorno dopo la camera di consiglio. Lui che, per sentenze molto più brevi, era noto per impiegare due-tre mesi di tempo. E' chiaro che il verdetto è stato scritto prima, e anche altrove: nella sentenza definitiva si legge che fu "dattiloscritto presso terzi estranei sconosciuti" e al di "fuori degli ambienti istituzionali", tant'è che al processo ne sono emerse "copie diverse dall'originale".
I giudici, oltre alle pene detentive per i condannati, stabiliscono anche il diritto della Cir a essere risarcita dalla Fininvest in sede civile per il "lucro cessante" e il "danno emergente" dello scippo Mondadori. Anche perché la Cassazione, pur prendendo atto della prescrizione per Berlusconi, sostiene che è "ragionevole" e "logico" che il mandante della tangente a Metta fosse lui: "La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell'interesse e su incarico del corruttore". Cioè l'attuale presidente del Consiglio, che aveva "la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio".
Del resto "l'episodio delittuoso si svolse all'interno della "guerra di Segrate", combattuta per il controllo di noti ed influenti mezzi di informazione". Il solito utilizzatore finale.
di Marco Travaglio
E' piuttosto complicato spacciare la sentenza Mondadori per un caso politico. Perché tutti i fatti alla base del risarcimento di 560 milioni inflitto alla Fininvest dalla Corte d'appello di Milano risalgono a oltre vent'anni fa. Dunque ben prima che il Cavaliere entrasse in politica: tra il 1988 e il 1991.
Tutto comincia nel 1988, quando Silvio Berlusconi, piccolo azionista del gruppo editoriale, ne tenta la scalata. Carlo De Benedetti, che con la Cir controlla il pacchetto di maggioranza, resiste all'assalto e si accorda con gli eredi Mondadori-Formenton per acquistare il loro pacchetto azionario entro il 30 gennaio 1991. Poi però questi cambiano cavallo e nel novembre 1989 si alleano col Cavaliere. Il quale, il 25 gennaio 1990, diventa presidente del gruppo, assommando alle sue tre tv e al "Giornale" di Montanelli anche "Repubblica", "Panorama", "L'Espresso", "Epoca" e una dozzina di giornali locali Finegil, oltre al ramo libri. Sia l'Ingegnere sia il Cavaliere rivendicano il controllo del gruppo: così la "guerra di Segrate" viene affidata a un collegio di tre arbitri, scelti da De Benedetti, dai Formenton e dalla Cassazione.
Questi, il 20 giugno 1990, depositano il lodo che dà ragione alla Cir: la Mondadori è dell'Ingegnere e il Cavaliere deve lasciare la presidenza ai manager debenedettiani. Ma Berlusconi e i Formenton non si danno per vinti e impugnano il lodo davanti alla Corte d'appello civile di Roma, noto feudo di Cesare Previti.
La causa finisce alla I sezione civile, presieduta da Arnaldo Valente (che, secondo Stefania Ariosto, frequentava casa Previti). E, come giudice relatore ed estensore della sentenza, viene designato Vittorio Metta, anche lui intimo di Previti. La camera di consiglio si chiude il 14 gennaio 1991: mancano due settimane allo scadere del patto Berlusconi-Formenton. Dieci giorni dopo, il 24, la sentenza Metta viene resa pubblica: il Lodo è annullato, la Mondadori torna per sempre a Berlusconi. Ma è un segreto di Pulcinella: già un mese prima Bruno Pazzi, presidente andreottiano della Consob, l'aveva anticipata al legale dell'Ingegnere, Vittorio Ripa di Meana. Lo testimonierà De Benedetti al processo di Milano: "Correva voce che la sentenza era stata scritta a macchina nello studio dell'avvocato Acampora ed era costata 10 miliardi... Fu allora che sentii per la prima volta il nome di Previti, come persona vicina a Berlusconi e notoriamente molto introdotta negli uffici giudiziari romani".
A quel punto, però, interviene la politica. Preoccupato dallo strapotere mediatico di Berlusconi, dunque di Craxi, Giulio Andreotti impone ai duellanti una transazione dinanzi al suo fedelissimo Giuseppe Ciarrapico. Risultato: per chiudere la partita, il Cavaliere deve restituire "Repubblica", "l'Espresso" e i giornali Finegil alla Cir, mentre "Panorama", "Epoca" e il resto di Mondadori rimangono Fininvest.
Fin qui la storia pubblica della guerra di Segrate. Ma c'è anche un "dietro le quinte", scoperto dalla Procura di Milano durante le indagini bancarie nate dalle rivelazioni della Ariosto. Un mese dopo la sentenza che annulla il lodo, si mette in moto un fiume di denaro dai conti svizzeri della Fininvest a quelli di Previti e di altri due avvocati occulti del gruppo: Attilio Pacifico e Giovanni Acampora. Il 14 febbraio 1991 All Iberian (società offshore del comparto occulto della Fininvest) bonifica 2.732.868 dollari (3 miliardi di lire) sul conto svizzero "Mercier" di Previti. Di qui, il 26 febbraio, metà della somma (1 miliardo e mezzo) viene bonificata al conto "Careliza Trade" di Acampora. Il quale, il 1 ottobre, rigira 425 milioni a Previti, che li dirotta in due tranche (11 e 16 ottobre) sul conto "Pavoncella" di Pacifico. Questi, il 15 e 17 ottobre, preleva 400 milioni in contanti e li fa recapitare in Italia a un misterioso destinatario: secondo l'accusa, è il giudice Metta. Il quale, nei mesi successivi, spende altrettanti contanti per acquistare e ristrutturare un appartamento per la figlia Sabrina e comprare una Bmw nuova. Poi lascia la magistratura, diventa avvocato e, insieme a Sabrina, va a lavorare allo studio Previti.Dopo varie sentenze altalenanti, nel 2007 la Cassazione condannerà Metta, Previti, Pacifico e Acampora per corruzione giudiziaria (Berlusconi invece s'è salvato grazie alla prescrizione, abbreviata dalla generosa concessione delle attenuanti generiche). Al processo di Milano, infatti, gli imputati raccontano un sacco di bugie, nel disperato tentativo di giustificare quell'enorme e tortuoso giro di denaro. Previti parla di "normali parcelle", ma in quel periodo non risulta aver svolto incarichi professionali che le spieghino. Metta estrae dal cilindro una fantomatica eredità, ma anche nel suo caso i conti e le date non tornano.
L'ex giudice aggiunge di aver conosciuto Previti solo nel '94, ma la Procura scopre dai tabulati che i due si telefonavano già nel 1992-93. La goccia che fa traboccare il vaso è l'incredibile tempistica della sentenza incriminata: dai registri della Corte d'appello di Roma si scopre che Metta depositò la motivazione dell'anti-lodo (168 pagine) il 15 gennaio 1991: appena un giorno dopo la camera di consiglio. Lui che, per sentenze molto più brevi, era noto per impiegare due-tre mesi di tempo. E' chiaro che il verdetto è stato scritto prima, e anche altrove: nella sentenza definitiva si legge che fu "dattiloscritto presso terzi estranei sconosciuti" e al di "fuori degli ambienti istituzionali", tant'è che al processo ne sono emerse "copie diverse dall'originale".
I giudici, oltre alle pene detentive per i condannati, stabiliscono anche il diritto della Cir a essere risarcita dalla Fininvest in sede civile per il "lucro cessante" e il "danno emergente" dello scippo Mondadori. Anche perché la Cassazione, pur prendendo atto della prescrizione per Berlusconi, sostiene che è "ragionevole" e "logico" che il mandante della tangente a Metta fosse lui: "La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell'interesse e su incarico del corruttore". Cioè l'attuale presidente del Consiglio, che aveva "la piena consapevolezza che la sentenza era stata oggetto di mercimonio".
Del resto "l'episodio delittuoso si svolse all'interno della "guerra di Segrate", combattuta per il controllo di noti ed influenti mezzi di informazione". Il solito utilizzatore finale.
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